09 Gennaio


Domenico Modugno nasce il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (Bari). Impara fin da piccolo a suonare la chitarra e la fisarmonica e compone la sua prima canzone a 15 anni.
A 19 anni si trasferisce a Torino, dove lavora come gommista in una fabbrica. Dopo il servizio militare, si trasferisce a Roma, dove viene ammesso al Centro Sperimentale di Cinematografia. Dopo alcuni ruoli nel cinema e in teatro (fra questi “Anni facili” di Luigi Zampa, 1953) inizia una serie di trasmissioni radiofoniche e compone canzoni in pugliese, siciliano e napoletano (fra le quali “Lu pisce spada”, “La sveglietta”, “La donna riccia”, “Strada ‘nfosa” e “Io, mammeta e tu”). Il primo successo nella canzone gli arriva come autore di “Lazzarella”, cantata da Aurelio Fierro.
Nel 1958 partecipa al Festival di Sanremo con “Nel blu dipinto di blu (Volare)”, che vince, viene tradotta in molte lingue e ottiene due Grammy Awards. L’anno seguente rivince a Sanremo con “Piove (Ciao ciao bambina)” e pubblica “Vecchio frack”, “Notte lunga notte” e “Pasqualino marajà”, nel 1960 si classifica secondo al Festival con “Libero” e pubblica “Notte di luna calante”. Nel 1961 è protagonista della commedia musicale "Rinaldo in campo” di Garinei e Giovannini, di cui compone anche tutte le musiche, e pubblica “La novia”.
Nel 1962 rivince al Festival di Sanremo con “Addio... addio” e pubblica “Selene” e “Stasera pago io”; nel 1963 interpreta in teatro “Tommaso d’Amalfi” di Eduardo De Filippo e pubblica “Lettera di un soldato”; nel 1964 è ancora a Sanremo con “Che me ne importa... a me” e vince il Festival di Napoli con "Tu si' 'na cosa grande".
Nel 1965 interpreta il ruolo di Scaramouche nell'omonimo sceneggiato televisivo per la regia di Daniele D’Anza, di cui compone tutte le musiche.
Nel 1966 vince ancora una volta il Festival di Sanremo con “Dio, come ti amo”. Nel 1967 è al Festival con “Sopra i tetti azzurri del mio pazzo amore”, nel 1968 con “Il posto mio” (nello stesso anno pubblica “Meraviglioso”). Nel 1970 è in classifica con “La lontananza”; nel 1971 è in gara a Sanremo con “Come stai?”, nel 1972 con “Un calcio alla città”.
Nel 1973, 1974 e 1975 è Mackie Messer nell’ “Opera da tre soldi” di Bertold Brecht e Kurt Weill per la regia di Giorgio Strehler; nel 1974 partecipa (per l’ultima volta in gara) a Sanremo con “Questa è la mia vita” (vi tornerà da ospite nel 1976, 1977 e 1983).
Nel 1975 è in classifica con “Piange il telefono”, nel 1976 con “Il maestro di violino”.
Nel 1977 recita in “Don Giovanni in Sicilia”; nel 1978 torna alla commedia musicale con "Cyrano".
Fra le sue altre partecipazioni cinematografiche si segnalano “Europa di notte” di Alessandro Blasetti (1959), “Adua e le compagne” di Antonio Pietrangeli (1960), “Il Giudizio Universale” di Vittorio De Sica (1961), “Capriccio all’italiana” di Pier Paolo Pasolini (1968; nell’episodio “Cosa sono le nuvole” canta, avendola musicata, l’omonima poesia di Pasolini), “Lo scopone scientifico” di Luigi Comencini (1972).
Nel 1984 è colpito da un ictus che ne limita grandemente la parola e i movimenti. Nel 1989 tiene il primo concerto dopo la malattia (in favore dei pazienti dell’ospedale psichiatrico di Agrigento).
Nel 1991 ha una ricaduta della malattia; nel 1993 incide la sua ultima canzone, “Delfini”, con il figlio Massimo.
Muore a Lampedusa il 6 agosto del 1994.