10 Gennaio


Rod Stewart nasce a Londra il 10 gennaio 1945, ed è quindi inglese, nonostante le sbandierate simpatie calcistiche scozzesi. Il calcio è la sua prima vocazione, e il biondo Rod va vicino a un contratto da professionista, ma la sua passione per la musica, iniziata cantando nei gruppi "skiffle" di Londra, si rafforza con un tour europeo del folksinger Wizza Jones, che lo porta con sè come corista. Nel 1964 entra ed esce da gruppi di british blues, suonando con John Paul Jones, futuro Led Zeppelin, Mick Fleetwood; Julie Driscoll e gli Steampacket di Long John Baldry.
Finalmente Stewart entra nell'orbita di Jeff Beck, dove trova Ron Wood, con il quale stringe una importante amicizia. Quando, nel 1969, il Jeff Beck Group si scioglie, con Wood si unisce ai Faces, gruppo erede degli Small Faces. Da questo momento, la carriera di Stewart si dipana lungo il versante solista e quello del gruppo. THE ROD STEWART ALBUM, del 1969, ottiene qualche timido riscontro in Usa, ma non in patria, dove sono i Faces ad avere una piccola notorietà. Tuttavia nel 1971 il suo terzo lp, grazie al singolo "Maggie May", sfonda. La cosa avrà inevitabili ripercussioni nei Faces, cui il frontman farà pesare il nuovo status di star. Di fatto, la popolarità di "Rod the mod" contribuisce a spingere le vendite dei loro dischi, ma nel 1975 il divorzio si consuma, e Stewart "attraversa l'Atlantico" per sfuggire alle tasse britanniche. Il cantante vive un momento d'oro: ogni suo singolo si impone con una facilità stupefacente: "Sailing", "Tonight's the night" lo impongono come superstar ma evidenziano il suo allontanamento dal rock in favore di un pop melodico molto dolce, cui fa da contrappeso la ruvida voce di Rod. Stewart è un idolo in Inghilterra, dove è "uno del popolo che ce l'ha fatta", e non rinuncia alla bella vita, perchè "i biondi si divertono di più", come recita il titolo di un suo album che include "Da ya think I'm sexy", successo enorme e classico della disco-music. I cambiamenti di stile non lo spaventano: nei primi anni '80 introduce elementi di pop elettronico nelle sue interpretazioni, e si mantiene saldamente in testa alle charts per qualche anno ancora. Progressivamente però, pur rimanendo popolarissimo come personaggio specialmente in Inghilterra, le sue frequentazioni con la hit parade diminuiscono: lui stesso rimane preso tra la tentazione di ritrovare le proprie radici e il terreno sicuro della ballata pop. Un brutto colpo al suo tentativo di recuperare una credibilità rock gli viene dallo scarso impatto dell'eccellente WHEN WE WERE THE NEW BOYS, del 1998, in cui le chitarre e la voce tornano arroventate: ma evidentemente il buon rock di una volta non vende più.
Forse anche per questo i due dischi successivi, HUMAN e IT HAD TO BE YOU, seguono altre strade: quella del soul il primo, quella dello swing il secondo, che esce nel 2002 ed è composto da reinterpretazioni di standard del canzoniere americano. Il secondo volume di quest'ultimo progetto, AS TIME GOES BY..., segue nell'autunno 2003, seguito da un terzo nel 2004 e dall’ultimo della serie, THANKS FOR THE MEMORY, nel 2005. Nel 2006 arriva un altro album di standard, ma questa volta provenienti dal repertorio rock: STILL THE SAME. Nell'estate 2008 Stewart annuncia che si sta iniziando a parlare di una reunion dei Faces; qualche mese dopo esce una tripla raccolta che copre tutta la carriera del cantante.  Nel 2012, dopo essersi occupato per diverso tempo del progetto GREAT AMERICAN SONGBOOK, Stewart ritorna sulle scene con un album natalizio, MERRY CHRISTMAS, BABY, mentre per un nuovo disco bisogna attendere il nuovo anno: TIME arriva a maggio 2013. (21 mag 2013)
La sua voce caratteristica, il suo taglio di capelli distintivo, ma soprattutto la sua capacità di interpretare più generi (rock, folk, pop, soul, blues...) mantenendo sempre il medesimo livello di intensità, lo rendono uno degli artisti più longevi e di successo - già nel 2011 si calcolava che avesse venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.